Finanza agevolata

💶 Credito imposta ricerca e sviluppo 2026: il 10% sui progetti IT della PMI di Torino

Il credito imposta ricerca e sviluppo 2026 vale il 10% dei costi ammissibili. Come le PMI di Torino finanziano progetti di innovazione IT e software su misura.

Illustrazione editoriale di un documento fiscale con simbolo di percentuale per il credito imposta ricerca e sviluppo di una PMI di Torino
Illustrazione editoriale di un documento fiscale con simbolo di percentuale per il credito imposta ricerca e sviluppo di una PMI di Torino

Che cosa è il credito imposta ricerca e sviluppo per una PMI di Torino

Il credito d'imposta ricerca e sviluppo è un'agevolazione fiscale che permette a un'impresa di recuperare una parte dei costi sostenuti per attività di ricerca e sviluppo, sotto forma di credito da usare in compensazione con l'F24. In parole semplici: se la tua azienda investe tempo e denaro per creare qualcosa di tecnologicamente nuovo — un software su misura, un processo produttivo innovativo, una soluzione che prima non esisteva — lo Stato ti restituisce una quota di quella spesa. Per il 2026 l'aliquota è del 10% della base di calcolo, con un tetto massimo di 5 milioni di euro l'anno per beneficiario, e la misura è confermata fino al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2031.

Attenzione a non confonderlo con il credito per l'innovazione tecnologica, che era una misura distinta e si è esaurita il 31 dicembre 2025: dal 2026 resta operativo il solo credito per ricerca e sviluppo (insieme a quello per il design). Per una PMI di Torino che investe in progetti IT davvero innovativi è oggi la principale leva fiscale disponibile. In questo articolo AscenSys, società IT di Torino, spiega quando un progetto informatico può accedere al beneficio, quali spese rientrano e come si costruisce la documentazione tecnica necessaria per non perdere l'agevolazione.

Consulente AscenSys illustra a un imprenditore di Torino il credito imposta ricerca e sviluppo su un documento fiscale con percentuale

Perché molte PMI di Torino rinunciano al credito imposta ricerca e sviluppo

Il problema non è la mancanza di innovazione, ma il non saperla riconoscere

Molte piccole imprese piemontesi sono convinte che il credito d'imposta ricerca e sviluppo "non faccia per loro": lo associano ai laboratori, ai brevetti, ai camici bianchi. Nella realtà quotidiana, però, sviluppano soluzioni tecnologicamente nuove senza chiamarle "ricerca": un gestionale costruito su misura per un flusso produttivo particolare, un algoritmo che ottimizza il taglio dei materiali, l'integrazione innovativa tra macchinari e software di fabbrica. È lavoro che spesso rientra nei criteri dell'agevolazione, ma che nessuno documenta come tale — e quindi va perso.

I numeri fotografano bene il paradosso. Secondo l'Osservatorio del Politecnico di Milano, nel 2026 solo una PMI su dieci mette a bilancio spese di ricerca e sviluppo, e tra il 2020 e il 2024 questa quota si è addirittura ridotta dell'11%. L'intensità di ricerca e sviluppo dell'Italia rispetto al PIL, secondo i dati ISTAT, resta all'1,37%, sotto la media europea. Non è che le PMI non innovino: è che innovano senza strutturare la spesa in modo che diventi agevolabile.

Le obiezioni che i titolari ci portano sono sempre le stesse: "noi non facciamo ricerca vera", "è troppo complicato, serve un consulente specializzato", "e se poi arriva un controllo e me lo contestano?". Sono preoccupazioni legittime, perché il credito d'imposta ricerca e sviluppo richiede requisiti precisi — novità, incertezza tecnologica, una relazione tecnica asseverata — e negli anni passati un uso disinvolto ha portato a molti recuperi da parte dell'Agenzia delle Entrate. Proprio per questo il punto non è "provarci e sperare", ma capire in anticipo se un progetto qualifica davvero e documentarlo nel modo giusto.

La soluzione AscenSys: progetti di innovazione IT che accedono al credito imposta

Il credito d'imposta è un tema fiscale, ma la parte più delicata è tecnica: bisogna dimostrare che il progetto contiene un elemento di reale novità e di incertezza tecnologica, e descriverlo in una relazione che regga a un eventuale controllo. È qui che entra AscenSys, società IT di Torino: non ci sostituiamo al commercialista, ma affianchiamo lui e l'azienda sul contenuto tecnologico del progetto, che è ciò che fa la differenza tra un credito solido e uno contestabile.

Il nostro contributo si concentra su tre fronti:

  • Individuare i progetti che qualificano: analizziamo le attività IT dell'azienda e riconosciamo quali contengono sviluppo sperimentale — un software costruito da zero per un problema non risolto dai pacchetti standard, un'integrazione innovativa tra sistemi, un algoritmo su misura.
  • Costruire la soluzione: progettiamo e sviluppiamo il software su misura, dai gestionali dedicati alle piattaforme di automazione, fino ai moduli personalizzati su ambienti come Odoo, di cui siamo Ready Partner. Il lavoro di sviluppo è insieme il valore per l'azienda e la sostanza del progetto di ricerca.
  • Documentare l'incertezza tecnologica: forniamo la parte tecnica della relazione — obiettivi, stato dell'arte, ostacoli superati, metodo seguito — che il professionista incaricato usa per l'asseverazione richiesta dalla norma.

In questo modo una PMI di Torino non deve scegliere tra innovare e mettersi al riparo: sviluppa la soluzione IT che le serve e, allo stesso tempo, trasforma quella spesa in un credito fiscale recuperabile, con una documentazione costruita per resistere a un controllo. Il messaggio che ripetiamo agli imprenditori del Piemonte è semplice: prima si coinvolge chi conosce la tecnologia, più solido sarà il credito.

Consulente AscenSys e titolare di una PMI di Torino esaminano insieme la documentazione tecnica di un progetto di ricerca e sviluppo IT

Come funziona il credito imposta ricerca e sviluppo 2026: aliquota, spese e tempi

Quali spese rientrano nel credito imposta ricerca e sviluppo 2026

La base di calcolo su cui si applica il 10% è composta da diverse voci, ciascuna con le sue regole:

  1. Personale: ricercatori e tecnici impiegati direttamente nel progetto. Per i giovani sotto i 35 anni al primo impiego o in possesso di dottorato di ricerca, la spesa concorre al 150% del suo valore.
  2. Ammortamenti e canoni: quote di beni materiali e software utilizzati nel progetto, nel limite del 30% del costo del personale.
  3. Consulenze e ricerca extra-muros: contratti con università, enti di ricerca o fornitori qualificati, entro il 20% delle spese di personale ammissibili.
  4. Materiali: forniture e componenti impiegati per la realizzazione dei prototipi o degli impianti pilota.

La base va considerata al netto di altre sovvenzioni ricevute sulle stesse spese, per evitare il doppio finanziamento.

Aliquota, tempi di utilizzo e cumulo con altri incentivi per la PMI

Il credito maturato si utilizza in tre quote annuali di pari importo, a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in cui sono state sostenute le spese, esclusivamente in compensazione tramite modello F24. Non è un rimborso in denaro, ma un abbattimento di imposte e contributi da versare. Un aspetto interessante per una PMI di Torino è che il credito d'imposta ricerca e sviluppo può spesso cumularsi con altri strumenti — come la Nuova Sabatini sui beni strumentali o i voucher regionali sulla digitalizzazione — purché non si superino i costi effettivamente sostenuti. Pianificare per tempo significa massimizzare il ritorno: un progetto di sviluppo software impostato correttamente fin dall'inizio, con la registrazione ordinata delle ore e delle spese, arriva a fine anno con la documentazione già pronta, invece di doverla ricostruire a fatica.

📌 Caso Reale: PMI Manifatturiera, Provincia di Torino

Una PMI manifatturiera della provincia di Torino, circa 40 dipendenti, produce componenti su commessa e aveva un problema ricorrente: nessun gestionale sul mercato riusciva a calcolare in automatico i tempi e i costi delle sue lavorazioni speciali, che dipendevano da variabili molto specifiche del suo processo. L'ufficio tecnico passava giornate a preparare i preventivi a mano, con il rischio di errori. L'azienda aveva commissionato ad AscenSys lo sviluppo di un software su misura, ma non aveva mai pensato che quel progetto potesse avere una valenza fiscale.

Analizzando il lavoro insieme al commercialista dell'azienda, è emerso che lo sviluppo conteneva un chiaro elemento di incertezza tecnologica: non esisteva una soluzione standard e il risultato non era garantito in partenza. AscenSys ha strutturato la parte tecnica della relazione — obiettivi, stato dell'arte dei software esistenti, ostacoli affrontati nel modellare l'algoritmo di calcolo, metodo di sviluppo e test — mentre il professionista si è occupato dell'asseverazione e degli aspetti contabili.

Il risultato: le spese di personale interno dedicato al progetto e i costi di sviluppo sono entrati nella base di calcolo del credito d'imposta ricerca e sviluppo, generando un credito recuperabile in tre anni. Il titolare lo ha commentato così: "pensavamo di aver solo comprato un software; ci siamo ritrovati con uno strumento che ci fa risparmiare ore ogni settimana e con una parte del costo che torna indietro sotto forma di credito fiscale." Oggi l'azienda imposta ogni nuovo progetto IT con la documentazione tecnica fin dall'inizio.

Titolare di una PMI manifatturiera della provincia di Torino stringe la mano al consulente AscenSys dopo aver ottenuto il credito imposta ricerca e sviluppo

Vuoi finanziare i progetti di innovazione IT? Contatta AscenSys

Se la tua azienda sta sviluppando un software su misura, sta automatizzando un processo o sta affrontando un problema tecnico senza una soluzione già pronta sul mercato, è probabile che tu stia già facendo ricerca e sviluppo senza saperlo. AscenSys, società IT di Torino, affianca le PMI del Piemonte nel riconoscere i progetti che possono accedere al credito d'imposta ricerca e sviluppo 2026 e nel costruire la documentazione tecnica necessaria, al fianco del tuo commercialista.

Contattaci per un assessment gratuito: valutiamo insieme i tuoi progetti IT e il modo migliore per trasformarli in un vantaggio anche fiscale.

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